Pedonalizzazioni al via da febbraio 2010

Entro febbraio si chiuderà il cerchio sulla prima pedonalizzazione. E’ l’obiettivo del pool di lavoro composto da commercianti, artigiani, tecnici, Soprintendenza e Comune che sta studiando la sperimentazione. Il primo incontro porta la data del 23 novembre, il successivo invece si terrà prima di Natale, e i faccia a faccia proseguiranno per arrivare a un progetto di fattibilità che porti in calce la data di febbraio 2010. <Ma l’importante è che sia una pedonalizzazione organizzata – spiega il presidente Ascom Enrico Postacchini – che tuteli gli operatori della zona interessata. Innanzitutto però resta la questione dei parcheggi senza i quali qualsiasi pedonalizzazione è un problema>. E se da un lato per sciogliere il nodo ci vorrà del tempo, dall’altro comunque si può cominciare con l’arredo urbano. Tende, insegne, muri, cassonetti: saranno questi i punti di partenza del progetto, che necessariamente godrà di un finanziamento pubblico cui si accompagnerà una quota dei privati. In pole position c’è l’area universitaria, ma al vaglio dei tecnici ci sono anche quelle di piazza Malpighi e di piazza San Giuseppe. Un percorso che potrebbe portare a una sorta di pedonalizzazione a isole nell’area del centro storico. <Attenzione però – avvisa il presidente dell’Ascom – perché nella zona universitaria i commercianti sono già in sofferenza a causa dei cantieri del Civis in via Irnerio. A breve fra l’altro comincerà anche il rifacimento dell’illuminazione in via Mascarella. Se a questi due interventi si aggiungono quelli della pedonalizzazione, i negozianti potrebbero rimanere chiusi dentro i tre cantieri aperti>. E allora cautela e progetti, partendo dal presupposto che <nessuno è contrario alle aree pedonali in maniera preconcetta – prosegue Postacchini – Non bisogna dimenticare che collaboriamo attivamente anche noi al progetto che verrà alla luce a febbraio. Si tratterà di un percorso graduale e progressivo, per esempio verificando la fattibilità delle aree verdi e la valorizzazione delle strade, ma anche la possibilità di autobus e navette all’interno delle aree pedonali. Non si può pensare che sia una soluzione creare un’area pedonale per la quale il parcheggio più vicino è a 300 metri di distanza>. E il tema parcheggi è quello più complesso e <va risolto in maniera definitiva – aggiunge il presidente dell’Ascom – L’ideale sarebbe puntare su aree di sosta sotterranee che permettano di eliminare le auto dalle strade, in modo da creare arredo urbano, permettere ai locali di mettere i dehors, insomma un’idea di pedonalizzazione organizzata che sia sostenibile da parte dei commercianti>.

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