Recensione: 100 casi di Real-time Journalism raccontati da Lillo Montalto: un ebook coraggioso e con tante risorse

Leggendo un post del Giornalaio, ho scoperto della recente pubblicazione con Informant di un libro dedicato al Real-time Journalism (Autore: Lillo Montalto Monella. Prezzo irresistibile: € 2,99). Che il tempo reale sia protagonista di primo piano dell’informazione on line è cosa nota e assai vecchia (ricordo di aver visto le web-cronache delle partite di Serie A minuto per minuto su repubblica.it per la prima volta oltre 5 anni fa, forse anche quasi 10), e la stessa headline “Segui la diretta” è ormai un must di news site anche minori. Provai a farne anche alcune artigianali all’epoca de Linformazione.com (nel 2011): in alcuni casi trovavi su twitter foto di eventi che non avresti potuto avere in altro modo (e qualcuna fu pubblicata sul cartaceo). E insomma, l’ebook mi pare molto ben fatto perché passa in rassegna decine di casi (non li ho contati, ma direi che siamo intorno a 100) di cronache in diretta di grandi notizie (uragano Sandy, sfide Obama-Romney), di eventi sportivi (partite di calcio), di show televisivi (modello second-screen), con una forte differenza tecnologica rispetto al passato, e cioè che oggi esistono piattaforme in grado di:

  • superare di gran lunga l’ormai antica diretta della Serie A che faceva Repubblica.it (e proprio alcune dirette recenti di Repubblica lo dimostrano secondo Montalto).
  • arricchire enormemente la qualità del contenuto in tempo reale, perché il popolamento avviene anche raccogliendo risorse condivise online da lettori/utenti attraverso il coinvolgimento e la curation (o un harvesting mirato)
  • consentire un’alta fruzione in mobilità (quindi ad esempio se esco di casa, continuo a seguire l’evento in diretta con il mio smartphone).

MOLTE RISORSE – L’ebook poi può essere certamente molto utile a chi vuole implementare le proprie skills e gettarsi rapidamente in un’esperienza di cronaca real-time (esempio: secondo me andrebbe distribuito in massa tra le tantissime agenzie di comunicazione che invece di – come spesso accade – mandare email “ad muzzum”, potrebbero potrebbero proporre ai loro clienti soluzioni un po’ meno tonte e lanciarsi invece in liveblog di eventi, magari creati ad hoc).

UNA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE – Interessante l’osservazione di Montalto che sostiene come alcuni giornali si stiano dotando di una nuova figura professionale, non ancora ben definita, ma assimilabile a una sorta di real-time news editor, un giornalista specializzato in sostanza nella copertura di eventi in real-time. Due note a margine:

  • Sarebbe stato forse meglio citare quali sono le testate che stanno intraprendendo questa strada (non mi pare che siano elencate)
  • La situazione italiana non permette di capire quando i giornali cominceranno a prevedere queste figure in pianta stabile e aree dedicate per questo genere di storytelling (con forse l’unica eccezione di VareseNews, uno tra i progetti all digital più interessanti delle rete – non solo in Italia)

CONCLUSIONI – Da un lato allora la lettura dell’ebook è consigliatissima, c’è tanto da imparare, soprattutto per gli addetti ai lavori. Dall’altro, il panorama italiano come al solito appare sempre più sconsolato e sconsolante (l’ultima volta che ho provato a seguire in diretta da smartphone un evento – il voto su Prodi come presidente della Repubblica – ho fatto zapping tra le principali testate e mi è venuta l’orchite). Possibile, mi chiedo, che in tutti questi anni di nascite di startup e web services (ultimi quelli del liveblogging come il celebre ScribbleLive), le aziende editoriali non abbiano ancora capito che devono investire su innovazione, tecnologia, user experience e coinvolgimento delle rispettive community, invece di mettere nuovi pulsanti più cool per condividere contenuti su facebook? Cari editori, apritevi un Lab: sul web funziona così!
[Bah, saranno ancora i postumi dell’orchite! :)]

2 Comments

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2 responses to “Recensione: 100 casi di Real-time Journalism raccontati da Lillo Montalto: un ebook coraggioso e con tante risorse

  1. Roberto, è una storia molto toccante. E’ capitata anche a me una cosa simile a Milano (in piazza Maciachini, angolo via Farini): in quel caso era un ubriaco, che avevamo visto con mia moglie andando a cena. Tornando due ore dopo, era ancora lì nell’indifferenza generale

  2. Qualche mese fa raccontai la esperienza alle prese con un fatto di cronaca nera.
    Oltre alle difficoltà tecniche e narrative, in certi casi si aggiungono quelle morali.
    Fare real-time journalism significa anche prendere decisioni difficili in una frazione di secondo su cosa, come e quando scrivere.
    Come esperienza mi è stata senz’altro utile, casomai dovesse ricapitarmi (spero in un altro contesto).

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