Un sito come OpenRicostruzione manda in soffitta i giornali vecchi e umilia i direttori incartapecoriti

ricostruzione1Di fronte a Open Ricostruzione, c’è davvero poco da dire, se non che manda in soffitta una vecchia idea di giornale, soprattutto di giornale locale. Oggi i giornali locali (con tutto il rispetto per i giornalisti che ci lavorano con enormi difficoltà: ci lavoravo anch’io) sono per lo più equiparati a carta straccia dalla gente, che ne ignora persino l’esistenza.

Questo progetto dà una lezione soprattutto agli editori ma anche a quei grigi direttori incartapecoriti che ancora si ostinano a fare paginate sulla polemica politica perché non sanno cos’altro scrivere, e ogni giorno decretano con perserveranza la propria fine.

Open Ricostruzione monitora più o meno in tempo reale (almeno ci prova: è un progetto bottom-up, non avrà certo grandi fondi) l’andamento delle donazioni e dei lavori di ricostruzione dopo il terremoto in Emilia-Romagna.

Ehi tu, vecchio direttore incartapecorito (che magari hai poco più di 40anni, ma sono secoli più che anni), se non sai cosa scrivere sul tuo giornale, dai un’occhiata su questo sito ché di notizie ne trovi e magari per una volta domani mattina eviti un supplizio al tuo (s)fortunato lettore. Così magari lo stipendio lo salvi, dai.

 

Disclosure: sono stato contattato da Open Ricostruzione per dare una mano sul fronte data journalism. Il post è stato scritto prima di attivare la collaborazione per il loro progetto. 

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