pianeta open data, è cominciata una nuova era?

L’altro giorno sono stato al lancio in beta del sito open data del comune di Bologna. Tutto ciò che viene misurato e censito dalle dagli uffici della pubblica amministrazione viene raccolto e pubblicato online (qui una defizione di wikipedia). Numeri, statistiche, rilevazioni: è come se si riuscissero a vedere gli atomi della PA. Una quantità di materiale smisurata, in formato grezzo, con alcune spiegazioni sul senso del progetto sul sito di iperbole2020.

Così ho fatto un giro e ho notato che negli ultimi mesi (si può pure parlare di settimane), pare scoppiata la mania degli opendata. Tra quelli appena lanciati, quelli implementati, quelli annunciati, ci sono i portali opendata di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto… E ancora: oltre a Bologna, anche Torino, Firenze, Milano, L’Aquila.

C’è talmente tanto materiale, che le PA si buttano in picchiata sul crowdsourcing per stimolare gli stakeholder a proporre idee per riutilizzare i dati. E’ l’entropia dell’Agenda Digitale?

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