l’allarme neve e il comune di bologna: prima crisi di comunicazione? #boneve e sondaggino

M’ama, non m’ama. La gestione delle informazioni da parte del comune di bologna sull’ondata di maltempo è  andata su per giù così. Il 9 febbraio 2012: al mattino si era diffusa la voce che le scuole sarebbero rimaste chiuse l’indomani, al pomeriggio hanno deciso di tenerle aperte, poi in serata hanno detto “mandate i bimbi in classe, ma andateli a prendere alle 11,30” (quest’ultimo diffuso in tarda serata). A questo ping pong si aggiungono poi i vari assessori, politici, addetti ai lavori e altri: ognuno dei quali ha diffuso le notizie a modo proprio. Il risultato è il caos: nessuno c’ha capito più nulla e fino a notte inoltrata su twitter in tanti chiedevano lumi: “Scuole aperte o chiuse?”.

Si tratta di una circostanza non grave, perché se di mezzo ci fosse stato un evento serio/pericoloso/dannoso, il comune avrebbe giocato un ruolo cruciale e molto negativo nella diffusione delle informazioni. Ma siccome siamo a Bologna e non a Roma…

1) andava fatta chiarezza sulla strategia della comunicazione: per esempio stabilendo che fino a una certa soglia di pericolo e precipitazioni, non sarebbe stato il caso di lanciare l’allarme (un po’ con il metodo “codice giallo” / “codice rosso”

2) andava fissato un momento della giornata nel quale diffondere la notizia: per esempio dicendo che alla tal ora (alle 17, o alle 19) il Comune avrebbe diffuso l’ultimo bollettino con le informazioni finali, sulla base delle ultime previsioni meteo.

3) andava coordinata l’azione dei volenterosi user che certamente arricchiscono dall’interno la pubblica amministrazione bolognese, ma temo che si siano trovati in difficoltà a dover fare girare in rete notizie contrastanti una dietro l’altra.

4) le info sono state diffuse su twitter e facebook. Ma i due social sono come il giorno e la notte.

5) gli stakeholder: quante persone hanno visto le info? quante di loro hanno visto l’ultima (bimbi a scuola con orario completo, ma vi consigliamo di prenderli alle 11,30)? Quanti bolognesi usano facebook e twitter? Quanti in quel momento erano online?

La gestione delle emergenze è uno dei punti dell’agenda digitale del comune bologna (prima istituzione in Italia a parlarne seriamente), ma serve tempo per arrivare a una quadra e costruire una strategia e un coordinamento.

Fino ad allora sarebbe meglio twittare meno (e incrociare le dita). O no?

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