i giornalisti, l’ordine da abolire e il sindacato da rilanciare

Ad ogni solsistizio si parla di abolizione dell’ordine dei giornalisti, mentre quando ci sono gli equinozi il tema del dibattito è l’azzeramento dei fondi per l’editoria. Così, sempre all’italiana, si mettono all’ordine del giorno oggetti che non sono la causa del problema, ma i suoi effetti degenaritivi.

Il punto è un altro e riguarda l’intera categoria che però negli anni ha provato a rinnovarsi ma senza grande fortuna. E allora:

1) l’innovazione tecnologica ha cambiato il ciclo produttivo
2) il modello di business non è più sostenibile
3) per il futuro non ci sono ancora soluzioni

Possibile che l’intero mondo giornalistico italiano non riesce a costruire qualcosa di concreto partendo da questi tre elementi? L’unico impulso che viene fuori è la passerella erudita del festival di giornalismo di perugia, dal quale però ormai ci si aspetta qualcosa di più rispetto a questa specie di festival di sanremo della categoria.

Aggiungo tre domande:
1) l’ordine, così com’è, a che serve?
2) il sindacato, così com’è, quanto può incidere sulle trattative sindacali, soprattutto per convincere gli editori che non devono risparmiare sul personale, ma puntare sull’innovazione di prodotto?

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