Turismo, l’Emilia-Romagna resiste alla crisi

Il sistema emiliano è finito o continua a dare i suoi frutti? Il turismo risponde positivamente tutto sommato. Posta la crisi economica, posto il crollo dell’export, posto persino il clima che spesso gioca brutti scherzi agli operatori, la ricettività in salsa emiliana nel 2009 ha tenuto. Questo il succo del dossier in pubblicazione dell’Osservatorio regionale di Unioncamere. Il sistema resiste, ma da un lato si sta rapidamente modificando, e dall’altro va cambiato per intercettare la domanda mutata dall’effetto-crisi. Rispetto al 2008, l’Emilia-Romagna ha chiuso con un -7,1%, negativo sì, ma molto migliore rispetto al consuntivo di regioni come la Liguria e la Sardegna (-10%) e casi limite come la Sicilia (-16%). Non un ecatombe insomma, ma una battuta d’arresto che non ha spazzato via gli affari ma li ha solo ridotti. Il bicchiere è mezzo pieno grazie soprattutto al turismo degli italiani, leggermente in crescita rispetto al passato, a fronte del calo degli stranieri. Dicono gli analisti che uno degli elementi fondamentali della «capacità di tenuta» degli operatori turistici della via Emilia è la «fidelizzazione» del cliente, che spesso torna negli stessi luoghi di vacanza perché soddisfatto dell’offerta e dei servizi durante i precedenti soggiorni. L’altro elemento determinante è anche quello dei vacanzieri del week end, che  rappresentano circa il 40% dell’afflusso turistico.

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