Arena Puccini, il Dopolavoro insorge

Il cinema all’Arena Puccini è cosa certa solo per il commissario Anna Maria Cancellieri. Perché alle condizioni attuali, fanno sapere dal Dopolavoro ferroviario, non firmeranno il contratto per cedere l’area alla Cineteca. Dopo il valzer di polemiche e incontri per risolvere la partita, la palla è tornata avvelenata come prima al parco di via Sebastiano Serlio, nelle mani del presidente del Dlf Fulvio Saiano. «Nessuno ci ha avvisati, nessuno ci ha convocati – spiega – Quello che sappiamo l’abbiamo letto sui giornali. Ma il problema è molto semplice: se l’affitto da pagare alle Ferrovie è di 20 mila euro, noi non daremo l’area alla Cineteca comunale». Perché, secondo lui, la realtà dei fatti è molto diversa da quanto finora sia apparso. La struttura è fatiscente, servono 10 mila euro soltanto per renderla agibile e pagare le utenze telefoniche, i lavori vanno fatti in fretta e in via Serlio le casse sono vuote, le banche e le stesse Ferrovie aspettano il saldo dei pregressi. «Se vogliamo dirla tutta – aggiunge Saiano – per il 2009 la Cineteca ci deve ancora dare la metà dell’importo pattuito e noi non abbiamo un euro da anticipare a nessuno. Lo sanno o no i nostri interlocutori che qui rischiano di chiudere le associazioni che ospitiamo perché sono con l’acqua alla gola?».
Ma d’altronde tutta questa vicenda nasce proprio dall’ultimo colpo inferto al Dlf dalle Ferrovie, quello che sembrava fatale e invece ha provocato una sorta di rivolta popolare in difesa del parco. Perché l’associazione che ha in affitto da anni l’intero parco, in poco tempo si è vista incrementare il canone a cifre esponenziali, non solo sull’Arena Puccini (per la quale tra il 2009 e il 2010 è passato da 27 mila e 49 mila euro), ma per tutte le altre aree interne (ad esempio, il campo di calcio per il quale le Ferrovie vogliono 80 mila euro l’anno). Una situazione che il Dopolavoro ha affrontato allargando le braccia e intendendo restituire i singoli pezzi del parco a Ferservizi. Parco che, non va dimenticato, tra breve verrà ceduto gratuitamente al Comune, come previsto dal Psc.

Dopo l’intervento del commissario, sembrava che la questione si fosse risolta, almeno per quanto riguarda l’Arena. Ma in realtà a questo punto l’accordo pare lontanissimo, perché il nodo da sciogliere nella vicenda è sempre lo stesso.

Lontano dall’empireo del cartellone culturale estivo, in via Serlio si fanno i conti ogni giorno con emergenze di degrado e abbandono, con portafogli svuotati dai bisogni di strutture lasciate marcire dalle Ferrovie. «Loro lo sanno già, all’Arena Puccini – continua il presidente – c’è da rifare la scala, il palco che è inagibile e tutta una serie di lavori che costeranno circa 8 mila euro a cui vanno aggiunti i costi delle utenze, circa 2 mila euro, soldi che noi non abbiamo. Allora, se il discorso è pagare 20 mila euro alle Ferrovie a cui però vanno aggiunti a carico nostro gli altri 10 mila euro, non se ne fa nulla, io non firmo niente e non daremo l’Arena Puccini alla Cineteca». Altro che cartellone estivo salvato.

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