La Futur Station corteggia BolognaFiere

Sventaglia numeri a memoria, Claudio Sabatini. «In due anni abbiamo incrementato le presenze del 200%, dal 10 novembre al 20 dicembre 2009 abbiamo venduto 4 milioni di biglietti e negli ultimi cinque mesi sono stati da noi più di 200 mila visitatori». E sono dati che per il comandante in capo della Futurshow Station di Casalecchio fanno ben sperare, tanto da spingerlo a dichiarare con orgoglio che quella che gestisce lui «è la prima arena nazionale». E’ davvero cambiata aria lì dove osano le aquile (non solo della Virtus) e le prospettive a questo punto potrebbero essere molteplici. Anche perché la Futurshow Station si avvia all’esordio col suo abito nuovo da teatro di kermesse fieristiche. Da venerdì a domenica ospiterà infatti il Bjioux Expo e il Bologna Mineral Show, kermesse che attira una media di 15 mila visitatori secondo i dati dell’organizzazione, e che quest’anno ha trovato forse nella location di Casalecchio il lieto fine di un passato recente di peregrinazioni (l’anno scorso era al Centro Nasicae di Castenaso e prima ancora al Palacongressi della Fiera). Prospettive nuove che solleticherebbero anche i palati più difficili, e che fanno pure venire il sospetto che nelle mire della Futurshow Station ci sia in qualche modo il desiderio di fare concorrenza alle Fiere di Bologna. «Non saremo mai competitori – spiega Sabatini – Ma certamente ci piacerebbe costruire insieme alle Fiere una collaborazione, proprio per contribuire insieme alla crescita di manifestazioni che vengono premiate dal pubblico». Il paragone effettivamente è titanico: basti pensare che per il Mineral Show, che quest’anno ha pure incrementato gli stand, saranno presenti 270 espositori, mentre giusto per fare un esempio contingente, la Fiera del Libro per Ragazzi che ha aperto i battenti ieri quanto a espositori tocca quota 1200. Ma nella sfida con Golia c’è pure chi fa il tifo per Davide. E’ il caso di Mauro Varoli, organizzatore principe del Bologna Mineral Show. «Sono molteplici i motivi per i quali abbiamo scelto la Futurshow Station e non le Fiere – spiega – Innanzitutto per un fatto economico: il ticket d’ingresso da noi è di dieci euro e, per esempio, solo il parcheggio per un’intera giornata in Fiera arriva a 12 euro. Insomma, sarebbe stato antieconomico. Poi c’è da dire che la nostra, come tante altre, è una manifestazione che ha bisogno sì di spazi, ma non di grandi padiglioni fieristici che magari in parte restano inutilizzati». Il tutto fra l’altro avviene in un contesto territoriale vergine rispetto al fenomeno del turismo fieristico, tanto che il vicesindaco di Casalecchio Carmela Brunetti confessa che oltre il fiume Reno in realtà ci sono soltanto 100 posti letto su tre alberghi e quindi il tema della ricettività sarà tutto da ridisegnare. A conti fatti però, sembrano esserci le condizioni perché nasca a ovest di Bologna un secondo polo fieristico con centrale operativa nella Futurshow Station, e su questo tema Sabatini rilancia. «L’ideale – spiega – sarebbe creare una join venture con le Fiere di Bologna. Noi ne saremmo molto contenti in un’ottica di sinergie e non di competizione». Adesso semmai bisognerà vedere cosa risponderanno da via Stalingrado.

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