"Lo stop alle auto? Come svuotare il mare col cucchiaino"

In principio furono le targhe alterne, poi i giovedì senz’auto, infine la domenica padana. E in tutto ciò gli sforamenti non accennano a diminuire e lo smog cresce oltre i limiti di legge. Per Emanuele Burgin, assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, è un problema di metodo. «I blocchi del traffico equivalgono a svuotare il mare con un cucchiaino»: così Burgin dopo che nei giorni scorsi Bologna ha superato il tetto europeo dei 35 giorni con livelli di Pm10 sovra i limiti consentiti. I problemi dello smog, con gli sforamenti di polveri sottili secondo l’assessore provinciale «si risolveranno solamente quando si deciderà per l’energia rinnovabile». Un nodo che verrà sciolto allora solo sul piano strutturale e non con periodiche limitazioni del traffico automobilistico.

L’aria inquinata, che nella centralina di San Felice per 35 volte ha superato i 50 microgrammi per metro cubo, «è una criticità che i blocchi generali non riescono a risolvere», ha ribadito l’assessore. Per Burgin oltretutto la natura del problema negli anni è cambiata e «non sono più le polveri grossolane a far la parte del leone, ma il particolato secondario». Il discorso complessivo, in ogni caso, «si farà a fine anno, anche perché l’indice degli sforamenti è grossolano: se un giorno si registrano 51 microgrammi per metro cubo si sfora, come se ce ne sono 100».

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