Corteo degli studenti, uova contro la polizia

I mille studenti sfilano in corteo per il centro città. Le occupazioni intermittenti, due scioperi negli istituti e ieri il terzo, in concomitanza con la mobilitazione generale indetta dalla Cgil. Mentre a Roma gli insegnanti al fianco dei Cobas manifestano sotto il ministero, qui a Bologna l’obiettivo è in via De’ Castagnoli, è l’ufficio scolastico provinciale e regionale. Venti, trenta minuti dopo le dieci il corteo chiede di entrare ma la polizia in tenuta antisommossa fa da scudo al portone d’ingresso, lì dentro entrerà soltanto una delegazione, nessuno in più. Il corteo insiste ma poi sceglie di allontanarsi seguito dalla Digos e dalla coda parte un lancio di uova (rivendicato dal Cas, Collettivo autonomo studentesco) contro la polizia che presidia l’ufficio scolastico. Schermaglie senza conseguenze nel corso della manifestazione degli studenti che protestano contro la riforma del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. I mille deprecano il lancio di uova da parte di poche teste calde, si allontano e si sparpagliano, arriveranno in piazza Maggiore quasi un’ora dopo, mentre lì in via De’ Castagnoli quella delegazione che aveva il pass per entrare sta parlando col dirigente provinciale Vincenzzo Aiello per sbattere sul tavolo i problemi degli istituti bolognesi. Seduti al tavolo Sandra Soster della Flc Cgil, lo stesso Aiello, il vice dirigente regionale Stefano Versari, Davide Di Noi della consulta studentesca e poi i rappresentanti di docenti precari, presidi e genitori, presidenti dei Consigli d’istituto. La fumata è grigia, nessuno certo si aspettava grossi colpi di scena. Ma a fine incontro la Soster dice che «anche il Prefetto e l’amministrazione dello Stato riconosce che i problemi ci sono e vanno risolti». La questione del resto ha molti risvolti. Da un lato i paventati effetti della riforma Gelmini, ma dall’altro anche le difficoltà economiche degli istituti che vantano milioni di euro di crediti nei confronti del ministero, hanno difficoltà a pagare le supplenze stesse, sono in difficoltà sull’elaborazione dell’offerta formativa e cercano di sciogliere il «rebus dei prossimi organici per la scuola di base». La denuncia della Cgil, avvisa Soster, «non ha subito smentite da parte dei dirigenti, che hanno ammesso di conoscere e di aver rappresentato da tempo le particolari criticità del territorio al ministero, al punto da risultare addirittura molesti». E il problema in fin dei conti è tutto qui e nel fatto che «di soluzioni a breve alla vista non ce ne sono», lamenta Soster.

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