Scuole, modifiche al buio con la riforma Gelmini

«Imperizia, incapacità e improvvisazione» sono l’unico alibi con cui spiegare la riforma della scuola firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Altrimenti la ragione va cercata in una sola parola: tagli. E’ il giudizio secco di Anna Pariani, assessore provinciale all’Istruzione, che ha guidato l’approvazione della delibera a palazzo Malvezzi sul piano dell’offerta formativa 2010/2011. A due settimane dal termine ultimo per le iscrizioni alle scuole superiore (26 marzo), l’amministrazione provinciale non prende atto del riordino degli indirizzi previsto dal Governo. Manca la legge e quindi la scuola non può cambiare. Eccola in sostanza la constatazione della giunta, che sottolinea pure il proprio ritardo nell’

«Imperizia, incapacità e improvvisazione» sono l’unico alibi con cui spiegare la riforma della scuola firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Altrimenti la ragione va cercata in una sola parola: tagli. E’ il giudizio secco di Anna Pariani, assessore provinciale all’Istruzione, che ha guidato l’approvazione della delibera a palazzo Malvezzi sul piano dell’offerta formativa 2010/2011. A due settimane dal termine ultimo per le iscrizioni alle scuole superiore (26 marzo), l’amministrazione provinciale non prende atto del riordino degli indirizzi previsto dal Governo. Manca la legge e quindi la scuola non può cambiare. Eccola in sostanza la constatazione della giunta, che sottolinea pure il proprio ritardo nell’approvazione del piano dovuto all’incompletezza della riforma e sottolinea le criticità di un provvedimento che pare non convincere proprio nessuno, anche perché negli incartamenti spediti agli istituti dal ministero non c’è traccia di come ci si debba muovere. I genitori in pratica in questi giorni stanno iscrivendo i propri figli nelle singole scuole senza avere certezza di cosa gli stessi figli andranno a studiare. «La mancanza di una decretazione formale renderebbe illegittimo un eventuale atto di istituzione di nuovi indirizzi», dicono dalla Provincia. L’unica certezza a questo punto è che le ore di lezione saranno di meno, come anche il numero dei docenti con una diminuzione che toccherà le 150 cattedre sotto i colpi della riforma Gelmini, secondo il computo del Coordinamento delle scuole superiori di Bologna.
Dalla Provincia aggiungono anche una prima diagnosi della situazione, che vede più colpiti gli istituti professionali, con criticità per gli indirizzi Operatore/Tecnico della Grafica Pubblicitaria, Operatore/Tecnico Chimico-biologico, Operatore/Tecnico dei Servizi turistici e Operatore/Tecnico dell’Abbigliamento e della moda. Fumata nera per l’istituzione del liceo musicale e coreutico, mentre sorgono problemi per gli scientifici (tra scienze applicate e indirizzo linguistico per l’abolizione della seconda lingua straniera) e per gli istituti tecnici dove «sarà operato un taglio pesante di ore settimanali».

«La fretta di applicare questo riordino – dice l’assessore Pariani – creando confusione a studenti, famiglie e scuole, senza poter capire le ricadute effettive sulla partenza del prossimo anno scolastico, nasconde il vero motivo: i tagli». Da palazzo Malvezzi allora la palla passa a viale Aldo Moro, «e per questo – chiosa Pariani – sosterremo ogni azione di tutela delle proprie prerogative che la Regione Emilia-Romagna riterrà di avviare».

del piano dovuto all’incompletezza della riforma e sottolinea le criticità di un provvedimento che pare non convincere proprio nessuno, anche perché negli incartamenti spediti agli istituti dal ministero non c’è traccia di come ci si debba muovere. I genitori in pratica in questi giorni stanno iscrivendo i propri figli nelle singole scuole senza avere certezza di cosa gli stessi figli andranno a studiare. «La mancanza di una decretazione formale renderebbe illegittimo un eventuale atto di istituzione di nuovi indirizzi», dicono dalla Provincia. L’unica certezza a questo punto è che le ore di lezione saranno di meno, come anche il numero dei docenti con una diminuzione che toccherà le 150 cattedre sotto i colpi della riforma Gelmini, secondo il computo del Coordinamento delle scuole superiori di Bologna.
Dalla Provincia aggiungono anche una prima diagnosi della situazione, che vede più colpiti gli istituti professionali, con criticità per gli indirizzi Operatore/Tecnico della Grafica Pubblicitaria, Operatore/Tecnico Chimico-biologico, Operatore/Tecnico dei Servizi turistici e Operatore/Tecnico dell’Abbigliamento e della moda. Fumata nera per l’istituzione del liceo musicale e coreutico, mentre sorgono problemi per gli scientifici (tra scienze applicate e indirizzo linguistico per l’abolizione della seconda lingua straniera) e per gli istituti tecnici dove «sarà operato un taglio pesante di ore settimanali».

«La fretta di applicare questo riordino – dice l’assessore Pariani – creando confusione a studenti, famiglie e scuole, senza poter capire le ricadute effettive sulla partenza del prossimo anno scolastico, nasconde il vero motivo: i tagli». Da palazzo Malvezzi allora la palla passa a viale Aldo Moro, «e per questo – chiosa Pariani – sosterremo ogni azione di tutela delle proprie prerogative che la Regione Emilia-Romagna riterrà di avviare».

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