Duello a distanza tra Cgil e Pd

La polemica viene fuori al primo giorno del congresso, quando Cesare Melloni parla di decadimento del «modello emiliano», pur rinnovando la stima a Vasco Errani e promettendo il suo sostegno alle elezioni regionali. Melloni parla e scatena un ping pong di frecciatine cortesi tra Cgil e Pd, con tre o quattro episodi non da poco. Lo stesso Errani gli risponde in differita dai microfoni di è-Tv, dicendo che non condivide quella lettura e che di energia programmatica la maggioranza e l’esecutivo regionale ne hanno abbondantemente. «Lasciamo perdere le nostre – dice – ma le classifiche di soggetti terzi non fanno altro che premiare l’Emilia-Romagna come esempio di vitalità dal punto di vista economico e istituzionale». C’è poi quel discorso del sindaco Delbono, «caduto per debolezza politica» a giudizio di Melloni, cui replica il segretario democratico Andrea De Maria. «Il Pd è pronto a confrontarsi sulle proposte per Bologna che ho sentito in questi giorni al congresso della Cgil – dice – Non nascondo che ho sentito anche alcuni elementi di analisi su cui ho opinioni diverse, rispetto, in particolare, all’esperienza della giunta Delbono e all’iniziativa di governo messa in campo dal nostro sistema istituzionale, ma ci sono certo tutte le condizioni per un confronto positivo e un lavoro comune nel rispetto delle rispettive autonomie». Il caso Delbono tracima ancora qui al Cnr. «C’è stato un gioco politico incomprensibile – dice Bruno Papignani della Fiom – che lascia la città senza sindaco chissà per quanto tempo. Sul commissario nulla da dire: gli abbiamo chiesto un incontro, ci ha risposto dopo ventiquattr’ore». E poi anche Danilo Gruppi che stempera gli screzi col Pd. «Noi solleviamo un problema – dice a De Maria – chiediamo a tutti una riflessione politica». Ma Papignani: «Se ci spacchiamo anche noi, non possiamo dire nulla al Partito democratico». Sul tema, senza citare il Pd, interviene pure Epifani. «Noi non siamo un partito – dice – non abbiamo bisogno di copiare dei modelli». Delbono ormai è storia, ma in Cgil il ricordo è vivo dei giorni caldi degli assessorati da assegnare, quando i confederali sono rimasti fuori da palazzo d’Accursio mentre sembrava che il welfare potesse essere affidato a Bruno Pizzica e poi invece finì a Luisa Lazzaroni, mentre proprio in quei giorni la tradizione Cisl guadagnava terreno in Comune. E se Delbono è storia, resta in piedi l’ipotesi Campagnoli per il futuro del Pd in Comune, e pure in calce al congresso restano le frecciatine cortesi di Melloni sulla «debolezza programmatica della politica degli ultimi anni».

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