Monito di Melloni: unità nella Cgil a Bologna

Cesare Melloni chiede la fiducia al congresso territoriale della Cgil. Una scelta motivata dai risultati delle assise di categoria, quella del segretario uscente. Non è scontato che la ottenga, e tanta parta gioca in questa incertezza quel 40% sfiorato dalla mozione Moccia su scala provinciale, nei confronti del documento comunque vittorioso e targato Epifani. Il 61% dei voti non basta alla segreteria uscente, anche in considerazione del fatto che, tolti i voti dello Spi, il 54% ha votato in maniera diversa da Melloni. Per inciso, a livello nazionale Guglielmo Epifani ha raccolto l’80% dei voti.

Eccola allora la divisione tutta bolognese che scorre nelle vene dei confederali, peraltro già forzatamente risolta da Bruno Papignani, segretario Fiom e principale fautore di quel 54% di consensi registrato tra gli attivi. Era stato proprio lui a lanciare la riconferma di Melloni, nonostante l’appartenenza della Fiom alla mozione di minoranza. «La proposta di Papignani è stata inopportuna e intempestiva – dice Melloni – A questo punto sarà necessario un riconoscimento unanime della linea politica. Io proporrò la mia relazione, il congresso sovrano ne deciderà la sorte». Si candida? «Sa, in Cgil siamo abituati a un’altra scuola di pensiero: la candidatura la propone la base. Nonostante la crisi – avvisa – sono stati 45 mila gli iscritti che sono andati a votare e questa è stata anche un’occasione per preparare al meglio lo sciopero generale del 12 marzo, incentrato su fisco, problemi occupazionali e ruolo dei migranti». Saranno allora 404 i delegati chiamati a confermare Melloni o a voltare pagina. Tra loro, 126 fanno parte dello categoria che raccoglie i pensionati guidata da Bruno Pizzica, mentre 278 sono i cosiddetti “attivi” dei quali oltre 140 sono legati a Papignani (più o meno quel 54% che ha votato Moccia contro Epifani). Con un numero di iscritti sostanzialmente stabile negli ultimi anni (175 mila circa) e una crescita ulteriore dei tesserati stranieri (ben oltre 10 mila in tutto), la Cgil bolognese a giudizio del segretario ha avuto un ruolo determinante per la proclamazione dello sciopero del 12 marzo, «in considerazione del fatto che noi per primi ne abbiamo indetto uno a dicembre». Congresso a parte, Melloni chiede anche un incontro al commissario Anna Maria Cancellieri, «anche se visto il suo ruolo, non si può pretendere una programmazione a medio-lungo periodo. E’ necessario votare al più presto ed è inaccettabile il braccio di ferro tra i politici sulla data delle elezioni. Il caso Delbono? In proporzione non è paragonabile alla nuova Tangentopoli scoppiata a livello nazionale. Certamente Bologna soffre da molto tempo una debolezza progettuale, che bisognerebbe superare proprio adesso per affrontare la crisi».

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