Il prof: "Una riforma calata dall'alto"

Nino Virtù insegna inglese al Sabin, parla coi colleghi e gli alunni al piano meno uno dell’istituto. «Tutti sappiamo che è opportuna una riforma dei licei – avvisa – però se fatta così è preoccupante. Questi sono i giorni in cui le famiglie iscrivono i figli alla scuola media secondaria, però se proprio ora viene fuori una riorganizzazione, nessuno riesce a capire cosa succederà e quindi non sa dove mandare a studiare il figlio». Il risultato? In tutti gli istituti sono saltati gli open day per l’orientamento delle famiglie. «La riforma in realtà è un vestito nuovo calato dall’alto – spiega – Non sappiamo né come verrà attuata, né che conseguenze avrà, a parte il fatto che si conosce il provvedimento di riduzione da 30 a 27 delle ore d’insegnamento». Le scuole in sostanza devono collocarsi nei nuovi indirizzi introdotti dal ministero, ma quegli stessi istituti oggi magari hanno due o anche tre tipologie di corsi di studio. I rischi allora sono quelli di uno stravolgimento delle discipline previste, di traslochi di massa di professori le cui materie non saranno più previste dagli indirizzi, e poi di riduzione del personale, conseguente alla riduzione del monte ore. «Chiediamo che almeno ci venga dato un anno di tempo per riorganizzarci – spiega Virtù – e questa è un’opinione abbastanza diffusa tra noi professori».

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