Scommesse, concorsi e lotterie nel 2009, a Bologna puntati 845 milioni di euro

Un conforto scientifico rende verosimili i numeri stellari, «assumendo l’ipotesi che la popolazione bolognese si sia comportata come il resto d’Italia», precisa Roberto Ciampicacigli, Censis. E’ lui il curatore di “Gioco ergo sum”, la ricerca sul rapporto tra italiani e azzardo pubblicata mesi fa. «Non sono reali, ma è possibile fare delle stime su quest’anno». Nel 2008 ogni bolognese in media aveva giocato 907 euro con un giro d’affari complessivo di quasi 300 milioni di euro. Mettendo insieme anche la provincia, si è arrivati a 755 milioni di euro. E questi sono dati appurati.

Il 2009 è ancora più all’insegna dell’azzardo con raccolta nazionale oltre i 53 miliardi di euro, quasi il 12% in più dell’anno precedente. Dalle nostre parti, si può stimare allora una spesa pro capite di oltre 1015 euro. Unica accortezza, suggeriscono proprio dal Censis, tenere fuori dal calcolo i residenti di età compresa tra 0 e 18 anni. Totale in città: 333 milioni di euro. Totale con tutta la provincia: più di 845 milioni di euro. Però, mica male.

Ma come vengono spesi questi soldi? Anche qui, con il conforto cauto del ricercatore del Censis è possibile stimarli. «Ma bisogna ricordare – avverte Ciampicacigli – che in alcune province alcuni giochi hanno più successo, e in altre meno».

Il padrone assoluto della raccolta è il filone “newslot”, quello degli apparecchi normati da legge specifica e venuto fuori dall’antico giungla dei videopoker. Sui 53,4 miliardi totali in Italia, qui ne sono stati giocati circa 25, ovvero oltre il 46%. A Bologna e provincia si può stimare una spesa di circa 390 milioni di euro.

Ma veniamo al Superenalotto, vicino a quota 3,3 miliardi con oltre il 6% del totale. Il dato delle Due Torri si può stimare in oltre 50 milioni, praticamente qualcosa come 63 euro a testa durante tutto l’anno.

Passando al Gratta e Vinci, a livello nazionale sono stati incassati circa 9,3 miliardi, cioè il 17,5% del totale. In questo caso i dati che ci riguardano vengono forniti direttamente da Lottomatica. «In provincia di Bologna dall’1 gennaio al 30 settembre 2009 – scrivono dall’ufficio stampa – sono stati venduti biglietti per 104.062.200 euro, mentre le vincite dall’1 gennaio fino al 31 dicembre 2009 sono di 71,754,768 euro». Su tutto l’anno, l’importo si può stimare in 147 milioni di euro, in pratica circa 176 euro pro capite.

Crescono anche le scommesse sportive, arrivate a 4 miliardi di euro per circa il 7,5% del giocato totale. A Bologna e provincia si può stimare in oltre 63 milioni, circa 76 euro a testa. Anche in questo dato, da Lottomatica arrivano dei dati sul settore Better. Scrivono gli operatori: «Per quanto riguarda il numero di biglietti emessi nel 2009, l’Emilia Romagna ha totalizzato il 5,33% sul totale nazionale, mentre la provincia di Bologna si è assestata allo 0,65%. Nelle percentuali totalizzate rispetto alla raccolta nazionale (ovvero il valore dei biglietti), l’Emilia Romagna ha raggiunto il 6,74% e la provincia di Bologna lo 0,8%». Aggiunge Lottomatica che il numero delle scommesse in provincia di Bologna è di oltre 4 milioni di giocate, in Emilia-Romagna supera abbondantemente i 34 milioni. Su questo campo il discorso è più complesso, perché da un lato c’è l’importo complessivo giocato nelle scommesse, dall’altro invece gli incassi dei singoli operatori (Lottomatica, Snai, Bwin, e gli altri). A picco le scommesse ippiche, secondo le proiezioni dei dati con incassi a livello nazionale di poco inferiori a 2 miliardi di euro (3,5%) e che a livello locale sono stimabili in 30 milioni di euro.

A picco anche il bingo, sceso a 1,4 miliardi di euro in Italia (2,6%) e stimabile in circa 22 milioni di euro in provincia di Bologna. In fase calante anche il Lotto con 5,6 miliardi a livello nazionale (10,5%) e circa 88 milioni di euro in provincia di Bologna. In crescita gli skill games, ovvero poker e altri giochi online: nel 2009 raccolta oltre i 2,3 miliardi di euro, con una stima su Bologna che arriverebbe a 33 milioni di euro circa, anche se ai fini statistici non avviene la rilevazione sulle città di provenienza di chi gioca su internet, cosa che rende il dato poco realistico.

Fuori graduatoria il gioco illegale: ventitre miliardi di euro complessivi nel 2009, cinque dei quali online. È la situazione nel nostro Paese stilata dall’Eurispes e riportata da “Bet”. Chissà quanto sarà la stima sul territorio bolognese.

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