Il grande ritorno di Simulmondo

Quando Bill Gates e Steve Jobs alla gente suonavano come nomi di calciatori della nazionale inglese, la parola “pc” nelle case voleva dire Partito Comunista e basta, e quando i pochi carbonari che smanettavano sulle tastiere pronunciavano parole tipo Amstrad e Commodore, o altre definizioni dell’età del ferro dei computer, un tale di nome Francesco Carlà, giovane pugliese studente del Dams, e un “ra gazzetto” di 15 anni, al secolo Ivan Venturi, cominciarono a mettere su quella che fu forse la più abbagliante stella cometa nel panorama della programmazione italiana. Altri tempi, altri colori, ma chi qualche anno sopra i “30” ce l’ha, pur non appassionato, ricorderà di quando si andava in edicola a comprare le cassette dei videog iochi. Quelle cassette per un certo periodo avevano in calce un marchio bolognese: erano i giochi di Simulmondo. Vi dicono niente nomi come Dylan Dog, Diabolik, Tex, F1 Manager, I play 3D Soccer, Italy 90 soccer? A cavallo tra gli ’80 e i ’90 fecero epoca. I fatti consegnati alla storia suWikipedia, per quanto non precisissimi sulle date, parlano di «una software house delle più importanti e prolifiche del panorama videoludico italiano prima di cessare l’attività nel 1999. Ha prodotto circa 150 titoli per Commodore 64, Amiga, Pc, Atari, Game Boy, oltre ad alcuni TV Games per Solletico su Raiuno e il motore grafico della moviola 3D del Processo di Biscardi». Un periodo d’oro di circa quattro anni, con primati sorprendenti. Sempre Wikipedia: «Il primo numero di Dylan Dog vendette 50.000 copie, e il primo numero di Tex oltre 25.000, mentre le successive uscite si attestarono intorno alle 10.000 copie vendute a numero. In seguito vi fu un graduale calo di interesse che portò la casa a sospendere le uscite, con alle porte un gioco ispirato a Martin Mystère (The Secret of the Birdman), annunciato e dato per pronto alla pubblicazione». Ogni mese si andava in edicola a comprare il fumetto di riferimento, e ogni mese veniva pubblicato un gioco di Simulmondo. Poi il meccanismo che si spezza tra Carlà, Venturi e la truppa, che abbandona le armi e lascia la software house. «Personalmente, me ne andai (insieme a quasi tutti) nel ’93», accenna in una mail Venturi, oggi legato a Koala Games e Gruppo Armonia, due aziende del settore informatico, al suo blog (farevideogiochi.blogspot. com) frequentato da amanti di retrogames e non solo.. Il nome di Carlà invece si sente altrove, come «autorità tra gli investitori italiani», animatore della «bibbia» Finanza World, con definizioni del Sole24Ore che lui stesso riporta in calce sul sito. Il 20 marzo, un sabato, alle 15,30 all’Archivio Videoludico di Bologna che ospiterà l’evento ci sarà una reunion dei ragazzi di Simulmondo, organizzata tra gli altri da Venturi. Carlà ci sarà? «Non so dove sarò in marzo», risponde in una mail. Il preavviso per segnare la data in agenda ce l’ha, ma in caso di assenza ci saranno i poster del suo sosia e supereroe Simulman. E la somiglianza del fumetto, si legge su qualche blog, non era poi così casuale.

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