Cisl, Graziani nuovo segretario in Emilia-Romagna

<La crisi non ci molla e il Patto della Regione per contrastarla non è sufficiente>. Non una critica, quanto piuttosto un’analisi fredda quella di Giorgio Graziani, eletto ieri segretario regionale della Cisl Emilia-Romagna con la benedizione dei colleghi del sindacato e del segretario nazionale Raffaele Bonanni. <Servono strumenti nuovi – avverte – perché il nostro compito innanzitutto è quello di cercare di mantenere saldo il legame tra aziende e lavoratori. Per quanto efficace sia stato il piano fin qui posto in essere dalla Regione, lo sforzo comunque non è sufficiente a salvaguardare il livello occupazionale. E allora va bene utilizzare gli strumenti esistenti, ma per fronteggiare i prossimi sei mesi che saranno durissimi, si deve cercare di fare di più. Penso per esempio al settore del credito, su cui bisognerebbe scommettere perché potrebbe diventare importante per il sostegno dei lavoratori>. Romagnolo come il presidente della Regione Vasco Errani, 43enne e dipendente dell’Enichem di Ravenna, Graziani accoglie i convitati nella sede regionale di via Milazzo con un sorriso smagliante. Saranno loro a votarlo di qui a breve per il ruolo che fino a poche settimane fa era stato di Piero Ragazzini. Il momento poi è quello che è: il Pil a picco, la cassa integrazione alle stelle, le aziende in crisi da una parte all’altra della via Emilia, molte delle quali hanno evitato liquidazioni e fallimenti per rotta di collo e anche per quel Patto contro la crisi della Regione, che ha visto la sottoscrizione di oltre 4 mila accordi di cassa integrazione in deroga.

C’è un fantasma però che aleggia in sala Ermanno Bondioli, che si chiama Cgil. I fatti recenti di Porretta, i dissidi nazionali, le posizioni che paiono divaricarsi sempre di più, danno i contorni di un rapporto complesso e teso con la Cisl. E non pare certo possibile fare previsioni di riavvicinamenti nel futuro prossimo, anche dopo le voci che vorrebbero Bruno Papignani, segretario Fiom, in pista per la segreteria generale della provincia di Bologna. La parola Cgil oggi è un tabù: Bonanni schiva la domanda appellandosi al taglio delle tasse, appena varca la soglia d’ingresso della sede. Graziani scherza: <Non so niente>. Poi in sala una vampata arriva: chiede di parlare il segretario regionale Fim Fausto Mantovi. <Bisogna risolvere i rapporti con la Fiom – avvisa – Continuando così noi non riusciamo a fare il nostro mestiere che è quello del sindacato>. Una vampata e basta però, perché oggi all’ordine del giorno non c’è la polemica ma il sorriso smagliante del neosegretario Graziani, infine eletto a larghissima maggioranza, subentrando al predecessore Piero Ragazzini, eletto a dicembre in segreteria nazionale. Quanto a Ragazzini, l’addio è senza rimpianti perché dal 2004 al 2009 la Cisl Emilia-Romagna ha i tesserati in crescita per terziario (più 7 mila), industria (più 4 mila), pubblico impiego (più 3 mila) e nuovi attivi (+ 7 mila), con l’unica pecca dell’agroindrustria (circa 600 iscritti in meno), con un totale di 315 mila associati al 31 dicembre 2009 contro i 298 mila del 2004. Chiude Graziani: <Preservare l’unitarietà del sindacato e la solidarietà a livello regionale, nella logica di lavorare insieme agli altri sindacati, ciascuno con la propria identità e nel rispetto reciproco>. Il segretario regionale è fatto, il sorriso smagliante sta sempre al posto suo, ma in sala Bondioli il fantasma della Cgil aleggia ancora.

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