H1N1, un milione e mezzo di vaccini da buttare in Emilia-Romagna

Mesi fa, quando il panico la faceva da padrone, un signore di origini italiane di nome Daniel Vasella, che di mestiere fa l’amministratore della Novartis, premeva il bottone rosso nella sede centrale di Basilea, Svizzera. Da quel momento i motori della seconda multinazionale farmaceutica del mondo si sono accesi per produrre i vaccini dell’i nfluenza A, quella del virus H1N1. L’Italia ha comperato 24 milioni di dosi, totale iva compresa 184 milioni di euro. Costo per singola dose: 7 euro e 66 centesimi. Di queste, 10 milioni sono state distribuite in tutto il territorio nazionale, Emilia- Romagna compresa. Nella nostra regione ad oggi sono arrivate 723.784 dosi, mentre le persone vaccinate al 22 dicembre scorso erano 150.145. Usando l’arcaico quanto efficace strumento della sottrazione, ne viene fuori una cifra che supera quota 570 mila: tanti sono i vaccini custoditi nelle celle frigorifere delle Ausl emiliano- romagnole, perché nessuno li ha utilizzati. Qualcosa come quasi 4 milioni e mezzo di euro che il ministero della Salute ha pagato e che con tutta probabilità finiranno nella spazzatura . Suo malgrado poi, l’Emilia- Romagna può come spesso accade vantare il primato delle vaccinazioni insieme alla Lombardia. Sono le due regioni d’Italia in cui il maggior numero di dosi è stato utilizzato. Resta però il mezzo milione di vaccini a perdere. Ma non è tutto: dall’assessorato regionale alla Sanità spiegano che «il ministero prevede l’invio ulteriore di vaccino», facilmente quantificabile se le proporzioni combaciano con la fornitura già inviata, perché stando ai dati diffusi da Fabrizio Oleari, direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, è in arrivo circa un altro milione di dosi. La somma fa 1 milione e 737 mila sono per l’Emilia-Romagna, da cui va sottratto il numero di quelle somministrate. Totale iva inclusa: 13 milioni e rotti di euro. Ora, considerando che il primo picco pandemico è passato, si può presumere un dietrofront sull’i nv i o dei vaccini. Eppure, stando ai dati raccolti dalla Regione, la situazione è esattamente al contrario. L’ultimo bollettino utile del 22 dicembre (la prossima settimana ne verrà pubblicato uno aggiornato a gennaio) riporta nelle date del 5 dicembre 2009 e del 19 dicembre 2009 la consegna di oltre 350 mila dosi. Cioè in pratica il vaccino viene consegnato quanto comincia la fase calante della pandemia. La questione, come spiegano dall’assessorato regionale alla Sanità, è stata gestita tutta dal governo, che ha scelto in Novartis il fornitore dei vaccini e ha pagato i 184 milioni di euro di tasca propria. Chiaro che se il vaccino non viene somministrato, quel denaro è stato sprecato. Fra l’altro, sia sul mezzo milione di dosi in giacenza che sul milione in arrivo, la Regione «non ha ricevuto disposizioni». Dando per scontato che le vaccinazioni proseguiranno, c’è da chiedersi che fine faranno le dosi inutilizzate. «Dal governo non è arrivata in merito alcuna disposizione, perché si deciderà a livello nazionale – spiegano dall’assessorato – Lunedì al ministero ci sarà un incontro per decidere il da farsi». Che in qualche modo il destino di questi vaccini sia segnato, lo dice la stessa data di scadenza (agosto 2010), oltre la quale evidentemente non saranno più utilizzabili. Per di più, com’è facile immaginare, una volta superata la pandemia è chiaro che diventeranno del tutto inutili, poiché si evita che si usi nella stagione successiva una composizione non corrispondente ai virus circolanti. Allo stato la situazione è su per giù questa, con l’unica incognita legata al periodo tra fine gennaio e inizio febbraio, tradizionale picco dell’influenza nel nostro Paese, quando sarà possibile una qualche ripresa del contagio, anche se ormai il peggio è passato. Chi ha paura di prendere l’influenza, si può vaccinare: dosi ce ne sono a volontà .

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