In un anno vendute all’asta 440 biciclette

In questa città così avara di rastrelliere, la bicicletta resta la regina assoluta. Lo sanno bene i fondatori de L’Altra Babele, che stanno raccogliendo ottimi risultati dal progetto “Scatenati”. Per intenderci sono gli ideatori delle aste di biciclette, quest’anno diventate 7, grazie alle quali ne sono state messe in circolo 440, recuperati 248 rottami, avviati corsi di formazione e creato una massa critica in una ciclo-officina che lavora sempre di più. Ma andiamo per gradi. “Scatenati”, spiegano loro stessi, «è una campagna di comunicazione sociale e sensibilizzazione culturale di tutti i frequentatori della Zona Universitaria: contrastiamo il mercato nero di bici rubate e promuoviamo l’uso della bicicletta in città come mezzo di trasporto veloce, economico e non inquinante». Fenomeno fastidioso, quello del mercato nero. Tanto che in primavera, gli “scaten ati” hanno vestito i panni dei ricettatori lungo i portici di via Zamboni, per capire quanta gente fosse disposta a comprare le bici al mercato nero. Passata l’estate, è stata la volta del gazebo informativo fra le Piazze Verdi, Scaravilli e Puntoni, per sensibilizzare gli studenti all’acquisto di biciclette legali nel periodo tradizionalmente di picco della domanda per la riapertura dell’Università il 6 ottobre. Poi ancora durante l’AlmaFest, la manifestazione di benvenuto alle matricole, gli “scatenati” hanno organizzato il “Festival scatenato della musica indipendente”, un grande concerto gratuito con quattro band giovanili emergenti, per far passare in modo leggero e divertente il messaggio della campagna. Insomma, una campagna di sensibilizzazione non indifferente, che tenta di coprire – e magari ci riesce pure – tutta la popolazione studentesca che gravita attorno alla zona universitaria. E siccome la bicicletta nuova è merce pregiata e costosa, il progetto fa anche la parte del Re Mida con carcasse e rottami. E quindi gli “scatenati” r itirano a richiesta le bici che la gente non vuole, le conservano nel magazzino di via del Guasto, poi le passano nella sala operatoria della ciclo-officina, e quando sono pronte a camminare le mettono all’asta per venderle al pubblico. Veniamo ai numeri: in questo caso dalle carcasse sono rinate 248 biciclette. Il porta a porta per il ritiro viene fatto con un’ape che gira per la città sulla base delle richieste degli interessati. Chi vuole, chiama gli “scatenati”, chiede che vengano a prendersi la vecchia bicicletta in cantina che occupa spazio e non serve più a nessuno, e il gioco è fatto. Dove il “g ioco”, appunto, si chiama 3R – ritiro, riparo, rivendo. Nel calderone fra l’altro finiscono anche quelle di deposito e oggetti smarriti del Comune. Ma che il trend sia ancora in crescita, è dimostrato dalle richieste: a fronte delle 248 bici ritirate nel 2009, nel solo mese di gennaio del 2010 le richieste sono a quota 60. Poi c’è l’officina di via Sa nt ’Apollonia dove le bici possono pure essere personalizzate, e poi ancora i corsi per studenti delle scuole medie e superiori in difficoltà per favorirne l’inclusione sociale. Insomma, visto anche il tema, è proprio il caso di parlare di impennata del progetto degli “scatenati”. E se biciclette continueranno a vendersene così tante, prima o poi questa città potrebbe anche smettere di essere così avara di rastrelliere. Contatti: www.scatenati. info, www.laltrababele.it.

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