Clienti record per i saldi, caos in centro storico

In galleria Cavour venti persone in riga dietro un nastro che li conduce all’i ngresso del negozio aspettano che arrivi il loro turno: ogni tanto la porta di Louis Vuitton si apre, un “omone” si sporge e fa entrare due clienti per volta. In via Indipendenza un improvviso esproprio della strada da parte dei pedoni costringe all’assedio ciclisti e autisti dell’Atc. In via Irnerio una coda infinita di auto che parte da porta San Donato, tenta di infilarsi in via Alessandrini. Alla Piazzola, ore 16,30, due vigili osservano impotenti gli automobilisti che accostano in tripla fila per raccogliere parenti e amici carichi di buste dopo gli acquisti al mercato. L’a lchimia dei saldi funziona ancora. Nonostante la crisi, nonostante le spese grosse per Natale e per Capodanno, nonostante si dica pure che il 2010 per lavoro e denaro porterà a tutti quanti gli stessi guai, se non peggiori, de ll’anno passato. L’a lchimia funziona eccome, la parola “saldi” è un “apriti sesamo” del portafogli a cui pare proprio non resista nessuno. Così all’alba dell’anno nuovo il centro si è trovato invaso dalla frenesia degli acquisti a prezzo scontato, con strade impraticabili, marciapiedi in cui si cammina a spintoni, tanto è il traffico pedonale, carreggiate occupate e attraversamento selvaggio. E poco importa se di lì passa l’autobus e si rischia un incidente. Ci sono i saldi, tutto è permesso. Fuori dai negozi c’è la ressa: così per i grandi store, Zara o H&M, ma anche per i più piccoli sotto i portici di via Indipendenza dove commessi e gestori hanno tanta gente da servire e neppure un secondo per parlare. C’è il pieno nel Pavaglione, fuori e dentro i negozi e persino il Quadrilatero è stracolmo, nonostante sia più incline al settore alimentare che non all’a bbigliamento. Insomma, con buona pace delle previsioni nefaste, i saldi pare mettano d’accordo tutti, complici anche alcune coincidenze non da poco che in qualche modo forse hanno favorito l’afflusso di gente nella fiumana degli acquisti. Il meteo ad esempio, che pareva impietoso alla vigilia con annunci di neve e maltempo in arrivo, invece è stato clemente, rimandando di ventiquattr’ore l’ar rivo delle precipitazioni. E poi amico del commercio quest’anno è stato anche il calendario. Cominciare l’anno nuovo per i negozianti proprio in un sabato, quando Sirio è spento, ha fatto lievitare la clientela come forse in pochi si aspettavano. Ma c’è anche il caos della viabilità, con le macchine domate a fatica dalla polizia municipale; i carri attrezzi costretti agli straordinari persino nel giorno più permissivo per gli automobilisti; gli autobus stracolmi e obbligati a camminare a passo d’uomo per evitare che qualcuno finisca arrotato. Oggi si fa l’affare, non si può restare in casa. Origliando con un po’ d’indiscrezione ci si imbatte in storie curiose tra un portico e l’altro. La coppia che si ferma con le buste appese alle dita di fronte a Zanarini, in piazza Galvani, e decide di entrare a mangiare qualcosa. «Abbiamo saltato il pranzo, non riesco ad arrivare fino a sera», dice. Il ragazzo giocoliere che tiene tra una mano e l’altra una decina di “sporti ne ”, oppure ancora chi è venuto con lo zaino per metterci dentro i nuovi acquisti. Pare cambiato proprio il clima, si respira un’aria così lontana dalla parola “cr isi” che tante volte di questi tempi emerge più di altre. Dietro l’EcoTree, l’albero a pedali totem del Natale bolognese, anche due suonatori di strada hanno fatto affari. La cesta è piena di monete e un cartello dice: “Musica di Transilvania, Romania, Castello di Dracula”, davanti al duo, tre donne danzano e ridono. Non saranno i Beatles ma oggi è il primo giorno dei saldi, la gente spende e forse a casa col portafogli pieno torneranno anche loro.

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