Le nuove Lame ridisegnate dai genitori

Può sembrare beffardo parlarne in questi giorni in cui la neve ne ha fatto sparire le tracce. Ma clima permettendo, le piste ciclabili sono l’unica strada percorribile, forse anche l’ultima spiaggia per l’area delle Lame, divisa a compartimenti stagni da tracciati di ferrovia, tangenziale, industrie e fiume Reno, strade di attraversamento e cono d’incidenza dell’aeroporto. Ne sono convinti 70 genitori dell’Istituto Comprensivo Lame 3, che si sono trasformati in urbanisti e per un anno intero si sono messi a tavolino per studiare come riconnettere tra loro le monadi del quartiere Navile. Ne è venuto fuori un testo, un libro bianco battezzato “A piedi e in bici a scuola e per le Lame” (La Mandragola editore, dicembre 2009 – Imola) in cui spiegano al Comune cos’è che va fatto per ridare respiro alla zona. Con buona pace dei programmi politici, la democrazia che viene dal basso ha prodotto così una specie di piano di mobilità preparato con tali approfondimenti che basterebbe un copia e incolla in una delibera per dare avvio ai lavori. Ma più che lavori, sono “lavoretti”, di piccola entità economica e durata temporale ridotta. Una rotonda qua, un po’ d’illuminazione là, qualche rastrelliera in più, un pezzo di marciapiede sgretolato che sarebbe da rifare. Una quarantina di pagine cui per la verità hanno ampiamente collaborato anche docenti e personale Ata, con tanto di riferimenti a piani urbanistici, cartine geografiche, analisi dettagliate dei singoli tratti di strada in cui si registrano le criticità, proposto low cost e alternative economicamente impegnative. All’esame del gruppo dell’Istituto Comprensivo Lame 3 è finito anche il trasporto pubblico che però non è stato promosso a pieni voti, come invece poteva far ipotizzare la recente classifica di Euromobility che incorona Bologna quale prima città italiana in tema appunto di mobilità. Il voto è insufficiente ed ecco un esempio: <Per raggiungere il sito scolastico di via della Bevverare, un percorso di meno di due chilometri, l’utenza residente alla Noce deve prendere due linee, il 18 e l’11>.

Si dà il caso però che questo libro bianco non sia solo farcito di analisi critiche, ma anche di una serie di proposte concrete (il “laboratorio per la mobilità sostenibile”, il “piano della mobilità scolastica”, il progetto “EthicaLame” per coinvolgere tutta la comunità). Insomma gli autori c’hanno preso gusto e ci credono fino in fondo. Tanto che, facendo un piccolo salto nel passato, il 30 aprile scorso hanno preso carta e penna per chiedere al sindaco Cofferati e all’assessore Zamboni di costruire un marciapiede e una pista ciclabile in via Zanardi, lamentando una <situazione non più sostenibile>. Tempistica sfortunata loro malgrado, visto che la giunta del Cinese avrebbe lasciato palazzo d’Accursio di lì a breve. Ma tant’è.

Poi il voto, Flavio Delbono al posto di Cofferati, Simonetta Saliera che succede a Maurizio Zamboni all’assessorato alla Mobilità. Passa l’estate e arriva la risposta del Comune, che condivide <la necessità> di alcuni interventi, ma li subordina <all’inserimento del piano investimenti della relativa previsione>. Ovvero le calende greche. Passano tre settimane e i genitori rispondono, ribadendo che la petizione porta in calce 400 firme e che non è una semplice questione di viabilità ma che <si tratta prima di tutto di educare, partendo dai bisogni dei nostri bambini, dal loro desiderio natrale di auonomia sapendo bene che loro partiranno dal modello di società che a loro lasceremo>. E magari sarebbe meglio che fosse un tantino migliore di quella in cui viviamo noi. Come andrà a finire lo dirà la storia, certo ne resterà traccia nella letteratura.

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