Commercianti in crisi, 500 negozi in meno

Il saldo come ogni anno sarà negativo: 500 aziende in meno rispetto al 2008, un -4,6% che segna una nuova tappa della crisi del commercio. E’ un bollettino di guerra quello annunciato da Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti, che rende palpabile l’erosione che in questi hanno sta subendo il comparto della vendita al dettaglio, che aveva superato in passato la “gloriosa” quota dei 90 mila esercizi in tutta la provincia. <Sta andando relativamente bene – spiega – ma diciamolo senza enfasi, prima di tutto considerando che siamo in crisi da anni. Questo non è un anno peggiore rispetto al 2008>.

I numeri sono chiari, l’alimentare è l’unico settore che tiene. <Ma il periodo è difficile per tutti – avvisa Enrico Postacchini, presidente dell’Ascom – Chi perde il 10%, chi l’8%, chi anche il 30%. Il 2009 non è stato catastrofico come si temeva ma è andato male per tutti e moltissimi chiuderanno in perdita>. E’ un mese questo che serve forse a dare ossigeno agli esercenti, e in particolare i giorni dal 18 al 24 sono quelli che possono fare la differenza, quelli in cui si realizza il 40% delle vendite di tutto dicembre, che a sua volta vale il 20% di tutto l’anno. <Domenica è andata bene – aggiunge il presidente – ma sabato è stata una giornata molto debole a causa della nevicata>. Se ci si mette anche il maltempo poi, è inutile aspettarsi incassi da capogiro. E proprio il binomio crisi-maltempo sta mettendo a dura prova il fronte del commercio che studia ricette per resistere al calo delle vendite, che incide soprattutto sulle piccole realtà colpendo di meno supermercati e centri commerciali. <E’ chiaro che noi dobbiamo ragionare sui dati medi – spiega Postacchini – L’alimentare è tendenzialmente in crescita ma questa tendenza è la somma dei risultati di esercizi piccoli, medi e grandi. Può essere la media tra la piccola bottega e l’Esselunga. Quanto ai prodotti invece, sono andati meglio quelli tipici natalizi, come le ceste, o il classico pacco regalo. Restando sull’alimentare però, l’ortofrutta ad esempio non passa un bel periodo>.

Una situazione <sul filo del rasoio>, come lo stesso presidente dell’Ascom la definisce, in cui ha influito in piccola parte l’“aiutino” di Sirio spento per tutti i week end del mese. <Partiamo dal presupposto che il 2008 è stato un anno negativo – precisa Postacchini – Ecco, chiarito questo, noi diciamo che, se fino al giorno della vigilia le vendite sono andate bene, allora si è in condizioni di chiudere i bilanci grosso modo come l’anno scorso, con perdite contenute. Chi non ha realizzato buoni incassi in quei giorni dovrà fare i conti con risultati ancora peggiori trovandosi in grosse difficoltà>.

Le aspettative sul 2010 poi non sono tanto diverse. <Ci aspetta ancora un anno negativo, non ci sono elementi che ci fanno presumere una qualche ripresa – spiega il presidente Ascom – Può accadere un fenomeno di crescita su un prodotto specifico, ma il commercio nella sua totalità va male e lo farà anche per i prossimi dodici mesi>. Un altro “aiutino” quello del bosco di Babbo Natale sul crescentone, secondo Ferrari, che ha funzionato da richiamo per attirare gente in centro storico. <Ma non facciamoci illusioni – chiosa – Meno occupazione vuol dire meno consumi. E’ questa la situazione con cui dobbiamo fare i conti>.

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