La "ripresina" fa il solletico alla crisi: il 2010 sarà nero

La “ripresina” non basterà a tirare fuori dalla crisi le aziende e l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli spiega che il Patto va rinnovato per altri dodici mesi. Nelle casse dell’ente di viale Aldo Moro ci saranno 135 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali e 270 li dovrà mettere lo Stato, come da precedenti accordi per fronteggiare il crollo economico delle imprese. Oltre 400 milioni di euro che alleggeriranno per tutti il 2010 che pare sarà un anno fotocopia rispetto a quello appena trascorso. Non sarà la crescita del Pil dello 0,9% a cambiare le sorti di imprese e lavoratori, visto che anche se le previsioni fossero confermate, significherebbe recuperato un quinto di quello che è stato perso.

E allora in quest’ottica tutto viene rimesso in discussione, a cominciare dall’industria regionale. E’ in grado di resistere al futuro dell’economia? Poi c’è sul tavolo la questione delle banca, che la Regione pare voglia prendere “per le corna”. <Faremo un bando – spiega Campagnoli – a cui parteciperanno gli istituti per creare una sacca di circa 1,5 miliardi di euro come credito alle imprese. Le condizioni stavolta le dettiamo noi>.

Quanto alle imprese, Campagnoli parla chiaro. <Piccoli si muore – dice – Le aziende devono capirlo, anche nel rapporto coi subfornitori. Invece di mandarli via, dovrebbero chiamarli per proporre sinergie, integrazioni aziendali. Anche qui la Regione si farà da intermediario, con un progetto che favorirà le aziende che vogliono mettersi in rete>.

Poi c’è anche il fronte dei tecnopoli industriali, con 280 milioni di investimenti di cui 129 sborsati dalla Regione. E ancora gli investimenti sulle infrastrutture nel comparto energetico e per gli enti locali.

<Questa legislatura si chiude con tanti programmi pronti a partire – spiega Campagnoli – e penso anche a settori che non sono di mia specifica competenza, come la mobilità o il Piano casa regionale. Ma il futuro a mio giudizio si base su due aspetto: innanzitutto bisogna far crescere la domanda interna e non concentrarsi solo sull’export. E poi, soprattutto, i privati devono investire di più, il capitalismo territoriale deve fare il suo mestiere. Il sistema economico è cambiato e le imprese devono chiarire se sono in grado di adeguarsi ai nuovi meccanismi oppure no. La loro sopravvivenza dipende da questo>.

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