Crisi: gli errori dei vecchi li pagano i giovani

Quando la crisi non era neppure immaginabile, poniamo il 1999, le università dell’Emilia-Romagna contavano 150 mila studenti l’anno. Ora che ci siamo dentro fino al collo, ogni anno gli studenti sono mediamente 300 mila. Numeri diffusi da Andrea Zanlari, che con il cuore diviso a metà tra la presidenza di Unioncamere e la sua cattedra all’ateneo di Parma, dice che . E per quanto la sua visione “romantica” possa contrastare con la decadenza del sistema lavoro, Zanlari mette a bilancio anche la storia, la tradizione, la gente di questa regione.   Che prospettive hanno quei 300 mila studenti universitari? Il periodo è nero, certo. Ma, sostiene Zanlari, . Le imprese a loro volta vanno accompagnate durante la crisi, aggiunge il presidente di Unioncamere.   E in effetti i lavoratori dell’Emilia-Romagna hanno lo stipendio medio più alto del Nord est (26110 euro), con un aumento delle retribuzioni dal 2003 al 2008 del 3,3% in più dei prezzi. Resta il gap sul lavoro femminile (tendenzialmente meno retribuito e con mansioni più umili) e i dati sui lavoratori non specializzati.

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