Tre mesi per l’assistente: servizi sociali al collasso

La bolletta del gas è scaduta da mesi, nella buca della posta c’è la lettera di sfratto, lo stipendio non c’è più e al posto suo resta un bonifico di 720 euro dell’Inps per la cassa integrazione. Convive con debiti che non riuscirà a pagare mai il bolognese medio che bussa alle porte dei servizi sociali, e la crisi continua a ingrossare l’esercito degli indigenti di giorno in giorno. Spiega Maura Fabbri del centro di ascolto Caritas: <Le persone che ci chiedono aiuto non erano mai aumentate così tanto e così in fretta. L’altro giorno è venuto da noi un signore, non dico di che quartiere, che aveva chiesto appuntamento ai servizi sociali e gliel’hanno fissato al 30 marzo. Capisce? Stiamo parlando di tre mesi e mezzo di attesa, cento giorni solo per poter spiegare a qualcuno quali sono i propri problemi>. A metà dicembre i casi di richiesta di aiuto allo sportello sono a quota 886, un centinaio in più dell’anno scorso. Tra loro 430 sono persone che per la prima volta hanno bussato alla porta della Caritas. I residenti sono 318, il doppio rispetto a dodici mesi fa, <nonostante la crisi sia cominciata proprio a settembre 2008 – avverte Fabbri – Il non residente chiede cibo e alloggio, il residente invece non riesce a pagare le bollette di luce e gas e ha ricevuto la lettera di sfratto. E’ lì il problema maggiore. Il fondo per la famiglie di oltre 1 milione di euro voluto dalla diocesi per oltre metà è stato speso per pagare affitti insoluti>.

E se è un caso raro quello dei tre mesi e mezzo per il colloquio con l’assistente sociale, in realtà l’attesa media è di 60 giorni. <Qui si parla di gente che bussa a questi sportelli quando non ce la fa più – avverte Fabbri – e si sentono rispondere che devono aspettare altri due mesi. Per carità, gli assistenti sociali fanno il loro dovere e anche più, ma da quando i servizi sono stati decentrati la situazione sta esplodendo. Da settembre abbiamo ricevuto 6 o 7 lettere da alcuni quartieri nelle quali ci spiegavano che non avevano risorse per prendersi in carico dei minori e quindi ci chiedevano di occuparcene noi. A questo punto non eravamo mai arrivati>.

Tra quelle 886 persone che hanno bussato alla porta della Caritas, il 60% sono donne, la gran parte con figli a carico, senza lavoro o in cassa integrazione. <Noi percepiamo un peggioramento progressivo della situazione – spiega Fabbri – E’ cambiata anche l’età delle persone che hanno bisogno, adesso ci sono molti 45enni che si sentono all’ultima spiaggia, gente che viene da noi con gli occhi bassi perché si vergogna di chiedere aiuto, pensa di aver fallito qualcosa>. Poco importa che i tagli nel bilancio comunale si siano ridotti. <Purtroppo è prevista un’ulteriore riduzione del 2/3% – spiega Riccardo Malagoli, presidente del quartiere San Donato – ma noi per esempio abbiamo ridotto del 50% le spese di gestione. Il problema grosso è stato nel bilancio 2009, l’ultimo della giunta Cofferati per intenderci, con il 15% in meno di risorse>. E se uno si presenta con una bolletta non pagata e ha bisogno? <Ah, su questo poi siamo messi proprio male – dice Malagoli – Per questo tipo di situazioni abbiamo a disposizione 2 mila euro al mese. Figuriamoci per quante persone possono bastare. A chi arriva dopo che li abbiamo spesi tutti diciamo di tornare il mese successivo, non abbiamo alternative>. Il problema, secondo il presidente del San Donato, è che il peggio deve arrivare, a suo giudizio la crisi nelle famiglie scoppierà davvero nel 2010. <Il Comune ha adottato tante misure eccezionali negli ultimi sei mesi – spiega – ha fatto tutto il possibile, ma qui la situazione peggiore di settimana in settimana con risorse calanti e domanda crescente. Da noi il tempo medio di attesa è di una ventina di giorni, ma è in crescita>. E sui tagli di risorse? <Facciamo la fotografia dell’esistente – spiega Malagoli – agiamo come possiamo, ma dobbiamo comunque segnalare che la crisi cresce, gli indigenti aumentano e il peggio deve ancora arrivare>.

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One response to “Tre mesi per l’assistente: servizi sociali al collasso

  1. E’ impressionante, e non credo che sia una situazione che riguardi solo Bologna. Tra le altre cose, la carenza dei servizi sociali in Italia è cronica, mi hanno raccontato varie storie di indigenza e anche denunce di maltrattamenti che non sono state verificate per mancanza di personale, cioè di assistenti sociali che si recassero in loco a verificare.

    Vogliamo parlare poi di fondi? Si sta tornando indietro nella storia, la carità ricomincia ad essere un fatto privato. Ieri una mia amica è andata di persona a casa di una poveretta, che muore di freddo perché non ha da pagarsi le utenze, e si è presa carico delle sue pratiche. Nel frattempo, ha provveduto a titolo personale a tamponare qualche situazione. Pare che da anni i servizi di assistenza sociale le promettano l’allaccio del gas, ma finore non s’è visto niente.

    Qui però un monolocale a piano terra costa non meno di duecentocinquantamila euro (a volte anche 300mila), e continuano a vendersi. La crisi non è per tutti, è la fascia media che sta scomparendo, e la forbice tra ricchi e poveri che si sta allargando.

    Buone feste… o quel che resta di esse

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