Quando per donare il sangue si partiva in corriera

Bologna, 1939. Il centro storico senz’auto, la città conta 100 mila biciclette, nei mesi in cui la guerra esplode in tutta la penisola. Gherardo Forni, medico patologo al Sant’Orsola, organizza una rete interna di donatori di sangue, con prelievi saltuari. Il professore, poi preside di Medicina e rettore dell’Alma Mater, sa che a Milano dieci anni prima è nata l’Avis, Associazione volontari italiani sangue. Decide insieme ai suoi donatori di associarsi, ma le leggi pongono dei vincoli, non è possibile donare il sangue qui sotto le Due Torri. I suoi 59 iscritti a quei cicli di prelievi saltuari, se vogliono donare ancora dovranno farlo a Milano. E loro s’imbarcano in corriera e partono sulla via Emilia diretti in Lombardia. E’ nata così l’Avis Comunale di Bologna, pioniera in Italia, prima in regione, con un gruppo di volontari per scelta e pendolari per passione guidati dal professor Forni che prima di altri ne aveva compreso l’importanza. Avanti così fino al 1953, anno del battesimo della sede felsinea. A ricordare quest’aneddoto c’è forse un pizzico di orgoglio nelle parole di Mario Ronzani, che dell’Avis comunale oggi è presidente. . Settant’anni dopo il compleanno è speciale anche perché coincide con la nascita della Casa dei Donatori in via dell’Ospedale, appena inaugurata. . E se la Casa fa ben sperare per il futuro, è bene anche ricordare il passato. Così, il prossimo 18 dicembre in Sala Anziani a Palazzo d’Accursio l’Avis consegnerà una medaglia ai presidenti che negli anni passati l’hanno guidato e pure al sindaco Flavio Del Bono. Poi l’indomani, una giornata di festa nella Casa dei Donatori, con un premio letterario, una lotteria a cui concorrono i volontari che sono riusciti a portare nella famiglia Avis almeno un nuovo donatore, le borse di studio ai figli dei soci, l’omaggio dell’istituzioni e un po’ di musica, che non fa mai male. Chi vuol rivivere quel 1939 e gli altri 70 della storia dell’associazione, potrà farlo guardando un video che verrà proiettato in sala, ma anche la mostra allestita all’interno della struttura.

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