Legacoop Bologna resiste alla crisi

Le sofferenze: -10% nell’agroalimentare, -10% nella produzione-lavoro, -10% nella logistica e -30% nell’abitazione. Eppure i conti tengono, l’occupazione cresce dell’1,3% e il calo della produzione è “appena” al 3,4%. Miracoli della cooperazione che resiste allo tsunami della crisi mondiale, soprattutto grazie alla tenuta dei primi dieci grandi soci di Legacoop Bologna (primo fra tutti Manutencoop, che ha appena acquisito Pirelli Re). Numeri diffusi da Ethel Frasinetti, direttore di Legacoop Bologna, in vista dell’Assemblea dei presidenti di oggi, all’Arena del Sole, con l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli, il presidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti e il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Circa 45 mila soci lavoratori, di cui l’84% con contratti a tempo determinato, il 68% di donne e il 10% di stranieri, per un 2009 appannato rispetto ai numeri da capogiro con cui è stato chiuso l’anno precedente (+14,4%) e un 2010 che nessuno ancora osa immaginare. E quindi Legacoop Bologna rallenta, ma non smette di correre e sul futuro rilancia in varie direzioni. Punto uno: una proposta di integrazione tra il teatro Duse (con i mesi contati visto che a giugno 2010 perderà i contributi dell’Eti) e l’Arena del Sole, lanciata con ipotesi di quote paritarie alle istituzioni cittadine e regionali. Punto due: una sorta di divisione per gli esteri, con il reclutamento di management specializzato, per aggredire i mercati europei e mondiali. Punto tre: creare una concessionaria autostradale a base cooperativa per competere alla pari con i colossi italiani, cominciando per esempio dalla Nuova Romea (troppo tardi per le già appaltate Cispadana e Pedemontana). Punto quattro: integrazione tra la Città dei Creativi, gioiello di famiglia progettato meno di un anno fa, e il Polo Tecnologico della Regione, che nascerà nell’area del Parco Nord. Tutto ciò dalle parole della vicepresidente Rita Finzi. . Ma non manca un accenno al People Mover, . Altrimenti? . Luci e qualche ombra insomma, con denominatore comune la finanza di progetto, .

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