Monteveglio, la piccola Copenaghen

Qui non si parla solo di raccolta differenziata e risparmio energetico, e nemmeno dell’amministrazione che decide qualcosa che la cittadinanza esegue. Qui, a Monteveglio, si parla di forma mentis, del fatto che c’è un approccio diverso alla quotidianità, al rapporto con la natura. Qui qualcosa è cambiato tra la gente e l’ambiente. Dice Rob Hopkins: <Monteveglio è la prima città in transizione di tutta l’Europa continentale. Un paese dove si riducono i consumi, si condividono orti, terreni, sogni e futuro>. E Hopkins è il padre di questa “transizione”, un concetto preciso che punta all’evoluzione sostenibile delle comunità, facendo comprendere alla gente, al popolo tutto ciò che è necessario per la convivenza “pacifica” tra uomo e natura, con un approccio psicologico al cambiamento individuale e collettivo.

Nel caso di Monteveglio, prove ne sono gli atti stessi della giunta comunale, come la recente delibera “Fuoriuscita dal petrolio e dai combustibili fossili come politica prioritaria di quest’amministrazione, attraverso un Piano di Decrescita Energetica che renda Monteveglio un Comune Post Carbon”. E nel paese in cui ha sede la Beghelli, azienda pioniera sul campo della sostenibilità energetica, la faccenda sta prendendo piede piuttosto rapidamente. E’ nato un sito (montevegliotransizione.wordpress.com), viaggiano a gonfie vele iniziative come il “mercatino del riuso” (il materiale raccolto viene messo a disposizione della comunità in cambio di piccole offerte), si discute di rifiuti e risparmio energetico, ma anche di alimentazione sostenibile.

Scrive Umberto da Monteveglio sul sito http://www.ilconsapevole.it: <Le due idee di cui ci siamo maggiormente appassionati sono state i Gruppi d’Acquisto e le Cooperative di Autoconsumo. I Gruppi acquisto non solo di Pannelli Solari e Fotovoltaici ma anche di Coibentazioni (il risparmio energetico è la principale fonte di energia rinnovabile). Le cooperative di autoconsumo sono invece una forma per consentire a chi non ha possibilità logistiche o grandi mezzi economici di acquistare un pezzetto di un impianto fotovoltaico mantenendo gli incentivi del Conto Energia>.

Una piccola Copenaghen allora in cui a parlare di clima e futuro non c’è di comanda, chi sta nelle stanze dei bottoni, ma la gente, il popolo, ciascuno di noi.
Hopkins appunto è il primo che ha teorizzato tutto ciò, elaborando il concetto di “Città di Transizione”, luogo o comunità in cui insieme si lavora per i grandi cambiamenti futuri legati al riscaldamento globale e al picco del petrolio. Una specie di epicureismo del terzo millennio, un’autentica filosofia di vita nel rispetto della natura. Le prime “transition town” sono nate in Irlanda e Inghilterra sulla base di concetti condivisi di risparmio energetico e rapidamente stanno raccogliendo fan in tutto il vecchio continente. Stato per Stato, Hopkins sta facendo un lavoro di diffusione delle sue teorie e nel caso nostro, quello del Bel Paese, ha pubblicato un libro dal titolo “Italia in transizione” (Collana “Il Filo Verde”, Arianna Editrice) in cui spiega tra l’altro come il Comune di Monteveglio sia l’esempio da seguire. Un manuale dunque, lontano anni luce dal metodo di approccio con cui in questi giorni a Copenaghen si affronta il tema dei cambiamenti climatici e dell’energia, e che però vede la presenza anche di amministratori bolognesi. Non una transizione verticistica, imposta dagli Stati, ma un’evoluzione graduale che parte e si consolida all’interno di una certa comunità, come appunto è accaduto a Monteveglio.

Ma siccome il rischio è quello di teorizzare il futuro senza agire nel presente, il libro di Hopkins è concepito come un manuale pratico per il cambiamento, una raccolta di istruzioni per l’uso per guidare nella transizione le singole comunità, in cui vengo spiegati <i passi che qualsiasi gruppo può mettere in opera per avviare un progetto di cambiamento sostenibile – spiegano gli autori – Ogni villaggio, città o metropoli può avviarsi verso la transizione ovvero verso la riduzione del consumo di energia e verso la resilienza, cioè la capacità di far fronte a shock e cambiamenti e continuare a funzionare>.

1 Comment

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One response to “Monteveglio, la piccola Copenaghen

  1. Aver scoperto che esiste un movimento di Transizione mi fa sentire meglio, e soprattutto mi da la possibilità di immaginare che il cambiamento è in atto e stiamo andando verso un futuro migliore. Grazie per le info suggerite. Mi piacerebbe potermi attivare seguendo queste pratiche(anche se in parte, un pò già le faccio) e condividerle con gli altri. Ma purtroppo mi trovo in un ambiente spaventato dai cambiamenti.

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