Decolla lo shopping di Natale

La cassetta per le offerte dei due musicisti in via Rizzoli è praticamente vuota. Tasche cucite per i bolognesi a passeggio, che non versano l’obolo per sax e fisarmonica. Ma la gente c’è, il Quadrilatero si riempie nel pomeriggio, complice il sole improvvisato. Pare che quest’anno siano i mercatini ad andare per la maggiore. Nulla di inedito, ma certo un po’ in contrasto con le fosche previsioni di Telefono Blu Consumatori che prevedeva quasi un crollo con un -15%.
Magari a conti fatti andrà così, ma ieri pomeriggio per mettere piede dentro una delle tensostrutture bisognava farsi largo quasi a spintoni. In via Altabella ad esempio, tra bigiotteria, dolci, vestiario e oggettistica, la calca si muoveva avanti e indietro in maniera sussultoria e ciascuno dei passanti aveva in mano almeno un pacchetto regalo. Il maglione a otto euro, le caramelle a un euro e mezzo l’etto o perché no, la collanina che ne costa appena dieci. Poca spesa, grande resa, per un Natale che sembrerebbe incamminarsi sulla strada del low cost, di cui fra l’altro i mercatini sono sinonimo per tradizione, anche se i tempi (e i prezzi) cambiano.

La passerella più difficile da percorrere è quella dell’Antico mercatino di Santa Lucia, traboccante di gente che per postarsi deve uscire dal tracciato e fare un pezzo a piedi in strada Maggiore. Qui c’è proprio un’opulenza negli acquisti che si percepisce, si sente perfino dai discorsi della gente. Qualche esempio. Lei a lui di fronte al venditore di statuette del presepe: <Quello col mulino lo dobbiamo proprio comprare, lo mettiamo in cima alla montagnetta all’angolo>. E il marito: <Ma ne abbiamo già un altro comprato qui l’anno scorso>. E lei ancora: <Dai, prendiamo l’ultimo e poi andiamo al bar>. Anche questo in fin dei conti va in direzione opposta rispetto alle previsioni di Telefono Blu, che in un comunicato stampa datato 29 novembre annunciava come i consumatori quest’anno sarebbero stati più attenti al portafogli decidendo di aprirlo solo per <spese utili>. Sarà, ma le statuette del presepe, che non sono proprio utilissime, si vendono come le caramelle, e poi c’è anche il “vin brulé” e il panino con la salsiccia, la porchetta a basso prezzo in bella mostra sul bancone, con gli occhiali rossi e le paillettes sul muso.
Tra i banchi dei venditori ce n’è per tutto i gusti, a cominciare dai “mazzi luminosi”, <da mettere nei vasi all’ingresso di casa oppure in sala>, come spiega una ragazza alla potenziale acquirente. E vanno a ruba anche i Troll(s) sempre tra le bancarelle di Santa Lucia, dove ci sono anche miniature di Santa Clous che qualcuno pensa già di <mettere nel presepe>.

Si compra, si mangia, si beve, si passeggia e in fondo questa crisi a occhio nudo non si percepisce affatto nei templi sacri dello shopping. Dove però, occorre ricordalo, chi quella crisi la sta vivendo in prima persona, non si sognerebbe mai di andarci.
Isole sovraffollate di gente questi mercatini, accanto a strade non particolarmente trafficate. E neppure i negozi lo sembrano. In via Indipendenza e di fronte piazza del Nettuno sì, il traffico dello shopping sembra intenso, ma lontano dai marchi blasonati (Zara, Benetton, H&M, Tezenis) questa corsa agli acquisti non sembra poi così frenetica. Che alla fine a pagare la crisi non siano i negozianti? E non dimentichiamoci delle aree commerciali, aperte nei giorni festivi per tutto il periodo natalizio. Domenica, ad esempio, in tutta la zona parcheggi per le auto del Meraville non c’era un posto a pagarlo.
Vedremo più avanti dopo che gli addetti ai lavori avranno tirato le prime somme, quando le feste entreranno nel periodo clou. Per giudicare l’andamento servono numeri, cifre, statistiche. Non basta certo qualche passeggiata in centro nei giorni in cui l’occhio indiscreto di Sirio è spento.
A proposito di telecamere, un avviso ai naviganti: quelle della cosiddetta “T” fra via Rizzoli, via Ugo Bassi e via Indipendenza restano in funzione. Bisogna avvisare i poveri sventurati che ieri le credevano spente e hanno fatto avanti e indietro le vasche con le auto. Peggio per loro, sotto l’albero troveranno le multe.

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