Tav, il sommergibile che trapassa l’Appennino

Dall’altra parte delle montagne c’è il sole. Miracoli del clima, bastano le gobbe dell’Appennino per cambiarlo. E c’è anche Firenze che ormai è dietro l’angolo, perché il gran giorno è arrivato: da oggi è in funzione la Tav. Dall’altra parte a questa il supertreno Frecciarossa impiegherà 37 minuti scarsi, per la più piccola tratta dei mille chilometri da Salerno a Torino, a bordo del fulmine che attraversa l’Italia in meno di sei ore, sulle rotaie speciali costruite per lui.

Alle 14 un operaio sfila il cellophane dal tappeto rosso steso davanti al banco delle hostess e allestito ai binari dieci e undici della stazione di Santa Maria Novella. L’evento comincia: a sinistra i vip, a destra la stampa perché per imbarcarsi sul Frecciarossa serve un pass speciale, su questa corsa non sono ammessi i normali passeggeri. La gente si ferma, curiosa, domanda: e che sarà mai successo, con forze dell’ordine dispiegate a decine, addetti ai lavori con giacca e cravatta nera, il cellulare in mano e il pass “Alta velocità” che penzola sul collo.

Il conto alla rovescia corre e scadrà alle 15, quando il Frecciarossa partirà per Bologna. I giornalisti aumentano e mentre qualche cameraman comincia a fare delle riprese, un viaggiatore si avvicina: “Inquadri lì – dice – quell’Eurostar per Venezia con 30 minuti di ritardo”. Poco male, non c’è spazio per i disguidi, oggi è il battesimo finale del supertreno. Da oggi tutto può cambiare: l’economia, il lavoro, la vita stessa di chi viaggia tra le principali città italiane, in particolare sull’asse Bologna-Firenze.

Cominciano ad arrivare gli ospiti, dall’ex ministro Vannino Chiti, al presidente della Toscana Claudio Martini, e ancora altri presidenti, amministratori, direttori, e poi tra gli ultimi Matteo Renzi, il sindaco “ragazzino” che ha espugnato Palazzo Vecchio a 34 anni. E’ lui il testimonial principe del futuro che avanza.

Si comincia ad entrare sulla banchina off limits, dove i controllori in ordine sparso aspettano che arrivi l’ora della partenza, alcuni in silenzio, altri a parlare tra loro, altri ancora invitati a mettersi in posa per i flash dei fotografi. Lo società dello spettacolo ha delle regole da rispettare, e che partenza sarebbe d’altronde senza il fischio del capotreno che agita la paletta verde per dare il via al macchinista.

Poi tra gli addetti ai lavori, uno si gira e dice: <E’ arrivato, sta transitando da Campo Marte con dieci minuti d’anticipo>. Ed eccolo lì, il muso rosso del treno Tav compare dal fondo della stazione, avanza sul binario dieci fino al capolinea, lentamente, in una passerella diluita nel tempo. Vetture nuove e scintillanti in mezzo alle insegne arrugginite dei binari della stazione.

Dov’è Renzi, dov’è Chiti, dove sono i presidenti? Lo stormo di giornalisti e ospiti si sparpaglia, chi sale dietro, chi punta invece sulla testa del treno, ma bisogna salire in fretta perché sono le 15 e il Frecciarossa non può partire in ritardo giusto nel giorno in cui è destinato ad attraversare l’Italia in anticipo.

La partenza è quella tradizionale, rassicurante, il tratto dell’Alta velocità comincerà fra qualche istante. Intanto si schiudono le porte che separano l’una dall’altra le singole carrozze e l’impressione che si ha è come di fare un giro tra gli archivi di Porta a Porta di Bruno Vespa. Decine e decine degli ospiti che siamo abituati a vedere nel salotto di Rai1 dopo le 23 sono i primi passeggeri della Tav superveloce. Due nomi su tutti, “raccolti” dal treno tra le fermate di Napoli e Roma: Luisa Todini, imprenditrice e papabile candidata del Pdl per la presidenza della Regione Lazio a Renata Polverini, pasionaria leader dell’Ugl. E mentre i camerieri offrono cioccolatini e bevande agli ospiti, il Freccia Rossa è già oltre i 200 chilometri all’ora. E’ un sommergibile che trapassa l’Appennino restando in galleria per 73 chilometri sui 78 che dividono Bologna da Firenze. Niente panorami, niente natura, solo il buio prima di arrivare sotto le Due Torri. Pronti, via: ed è già a Bologna.

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