Raccolta fondi per salvare le Sette Chiese

A sentirlo parlare sembrerebbe un ingegnere, in una mano il microfono, e con l’altra a indicare il tetto, il pavimento, il chiostro, il presbiterio. Conosce bene le ferite della sua basilica, dom Ildefonso Chessa. Ha imparato a conviverci. «Non parliamo di depressione – dice in una insolita conferenza nella chiesa del Crocifisso – quanto piuttosto di stanchezza, perché in tutti questi anni ci siamo sentiti sempre più soli e abbiamo deciso di alzare il tono. Questa struttura costa circa 15 mila euro al mese e ormai le mie omelie sono diventate comizi. E’ l’unico modo per salvare Santo Stefano e il complesso delle Sette Chiese dei monaci benedettini olivetani. I 1700 anni di storia si stanno sgretolando lentamente per colpa dell’umidità, dei quattro diversi sistemi di fognatura che intaccano le fondamenta e risalgono in parte all’epoca romana. Alzare il tono, sì. Coinvolgere la cittadinanza per contrastare, dice dom Ildefonso, <l’indifferenza dei bolognesi>. Quello che l’arcivescovo emerito, cardinal Giacomo Biffi, chiamava il <cuore antico della Bologna cristiana>, come il padre tiene a puntualizzare, rischia di franare su se stesso e <per questo abbiamo deciso di rivolgerci non solo alla città, ma a tutto il mondo. Anche la Curia è solidale con noi. Da questo appello, nasce un progetto disegnato da Filippo Raffaelli. Da un lato una sottoscrizione per la raccolta fondi, dall’altro una collaborazione con i giornali di tutto il mondo che pubblicheranno nelle singole lingue di riferimento la richiesta di aiuto che proviene dal monastero. Alla campagna aderiscono quindici testate, come Guardian e Times dal Regno Unito, El Pais in Spagna, Washington Post dall’altro lato dell’oceano. D’altronde si tratta di un complesso monumentale che sfiora i 450 mila visitatori l’anno. Una teca di cristallo raccoglierà i nomi di chi ha deciso di contribuire ai restauri e un libro racconterà tutte le vicende della sottoscrizione.

Una proposta ulteriore è quella di Marco Minella, amministratore della Camst. <Quando ci sono necessità di questo genere – dice – sono sempre quelle dieci, dodici aziende a mettere la mano al portafogli. Io invece mi rivolgo alle associazioni di categoria, Unindustria, Ascom e Confcooperative. Perché se ciascuno dei loro associati devolvesse alla basilica lo 0,001% del fatturato, si arriverebbe alla cifra di 20 milioni di euro>.

In ogni caso la campagna è partita e dal punto di vista mediatico il progetto messo in piedi ha tutte le carte in regola per raggiungere e superare gli obiettivi. E che il vento stia cambiando per le Sette Chiese lo testimonia Luciano Sita, assessore comunale con delega ai Beni artistici. <Entro fine anno – dice – saranno avviati e conclusi i primi interventi di bonifica sulle fognature>. A lui va l primo grazie di dom Ildefonso. <Confidiamo di più in questa amministrazione che nella precedente – chiosa – Tempo fa scrissi al professore Angelo Guglielmi quand’era assessore. Non ho mai ricevuto una risposta. In questi anni solo la Carisbo e il presidente Vasco Errani ci hanno dato una mano>.

1 Comment

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One response to “Raccolta fondi per salvare le Sette Chiese

  1. centroservittiri

    Sono felice ed orgoglioso che Dom Ildefonso sia nato ad Ittiri. La sua azione, anche all’ interno della chiesa, darà ottimi risultati.

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