Canone concordato contro l’emergenza casa

Puntare di più sul canone concordato. Questa la ricetta dell’Uppi per ridurre gli affitti agli inquilini senza che i proprietari perdano soldi. Si può fare tramite una legge del ’98, studiata dal governo di Romano Prodi. Un meccanismo virtuoso che determina per il proprietario una riduzione della pressione fiscale (che oggi arriva a toccare al il 45% dell’affitto annuale), fattore che a sua volta può permettergli di ridurre il canone mensile. Così un affitto concordato da 500 euro al mese può in sostanza equivale a 632 euro al mese previst da un contratto “normale”. Le agevolazioni previste incidono su imposta di registro, Ici e Irpef, ma la loro applicabilità dipende dal Comune in cui si trova l’immobile. A Bologna è possibile, come anche nella cintura metropolitana. In altri municipi no, come San Giovanni in Persiceto e fino a poco tempo fa addirittura Imola. La casa deve trovarsi in un elenco stilato dal Cipe di Comuni ad “alta tensione abitativa”. Altrimenti ad alta tensione c’è solo il canone da pagare ogni mese. Per maggiori informazioni: http://www.uppi.it

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